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    Paolo Massobrio

    ilGolosario 2023

    Guida alle cose buone d'Italia

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  • ilGolosario Ristoranti 2023

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    ilGolosario Ristoranti 2023

    Guida ai Ristoranti d'Italia

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  • Adesso 2023

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  • ilGolosario Wine Tour 2022

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    Paolo Massobrio, Marco Gatti

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    Guida all'enoturismo italiano (432 pagine)

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ilGolosario Ristoranti 2023

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Paolo Massobrio, Marco Gatti

ilGolosario Ristoranti 2023

Guida ai Ristoranti d'Italia
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Sono oltre 3.800 le migliori tavole italiane (comprese quelle indicate con una semplice segnalazione) che Paolo Massobrio e Marco Gatti, insieme ai loro 90 collaboratori sul territorio, hanno deciso di consigliare nell’ottava edizione di questa guida. Ecco quindi ristoranti, trattorie, pizzerie, aziende agrituristiche e locali di tendenza dove fermarsi a mangiare per una sosta all’insegna del gusto, assaggiando uno o più piatti anche secondo nuove forme di offerta. Questa guida inoltre interagisce anche col web, col  portale ilgolosario.it, aggiornate in tempo reale. 


Per ogni locale vengono fornite una serie di informazioni che spaziano dalla possibilità di pernottamento alla presenza di un posteggio, dall'accettazione delle carte di credito ai tavoli all’aperto, fino alla possibilità di accogliere un animale; e poi i simboli indicanti i servizi di delivery e di take away. Inoltre compare una breve descrizione dell’atmosfera e della storia del locale, l’elenco dei piatti che hanno colpito di più gli ispettori.

Le tipologie di classificazione dei locali sono: ristoranti, trattorie di lusso, trattorie veraci, agriturismi, vinerie, pizzerie, con la specificità dei locali polifunzionali e dei negozi o delle cantine con ristoro. Il massimo riconoscimento attribuito è la corona radiosa, mentre la corona radiosa rossa (unica) indica la migliore tavola dell'anno.

A TAVOLA SENZA PALETTI

È un anno strano quello che sta per volgere al termine, con la nostra guida ai ristoranti che tuttavia ha raggiunto il record delle 3.838 segnalazioni. Un anno dove il Covid è parso alle spalle, ma è subentrata una iattura ancora più disastrosa, che è la guerra in Ucraina, col conseguente aumento delle spese di gas ed energia che ha costretto, proprio nei mesi in cui stavamo chiudendo la guida, dopo un’estate bellissima, a ridimensionare alcuni servizi e talvolta a ritoccare i prezzi verso l’alto. A questo si somma il problema del personale, che è scomparso nei due anni del Covid e non è stato rimpiazzato, con il rischio che sparisca nuovamente per via dell’insostenibilità economica. Questa è la situazione, coscienti che chiudere una guida cartacea in un momento del genere potrà registrare nuove chiusure (speriamo di no) da qui ai prossimi mesi.

Tuttavia, non ci siamo mai tirati indietro nel sostenere un settore che è il fulcro di quel turismo enogastronomico in continua crescita e che motiva tante destinazioni in Italia, soprattutto dall’estero. Detto ciò, il quadro di questa guida è il seguente: moltissime novità, con l’ingresso di 382 nuovi locali rispetto all’edizione precedente, ma un aumento dei prezzi (talvolta proibitivi a fronte di una minaccia di recessione), nei ristoranti di fascia alta. Menu sopra i 120 euro, ma anche i 200 euro, sono spuntati serenamente e qui la domanda che ci siamo fatti è stata: ne vale ancora la pena?

C’è poi il tema dei menu degustazione, che abbiamo spesso rifiutato come imposizione e che in alcuni casi sono diventati un tormento soprattutto quando si va in compagnia di più di tre persone. Ora, possiamo capire quando per gentilezza ti chiedono – se possibile, essendo magari in 8 – «potreste scegliere qualche portata uguale?», ma non come è accaduto in un ristorante stellato e stracelebrato, di quelli che se la tirano parecchio, di essere in 16, proporre da parte nostra due menu degustazione diversi e sentirsi dire che non è possibile e comunque il prezzo non sarebbe cambiato (160 euro) anche per chi prendeva il menu con una portata in meno. È accaduto a noi che facevamo parte di una comitiva in vacanza in un locale che, ovviamente, è stato cancellato immediatamente.

E ci chiediamo: che senso ha imporre paletti senza usare l’intelligenza? Che differenza c’è fra due menu degustazione o uno solo per tutti, avendo 16 persone da servire? E se una parte era a disagio a mangiare quel piatto in più, per quale santo motivo bisognava obbligarla? Forse perché lo chef potesse fare il pienone dei tavoli secondo la sua idea di regime economico? Per la sua comodità? Ecco, noi a questa dittatura degli chef, che si credono dei fenomeni che possono imporre tutto, proprio non ci stiamo. Anzi, siamo sicuri che se perseguiranno questa strada, con la grancassa di altri fenomeni della comunicazione che esaltano gli intoccabili e li fanno girare come delle star (le stelle appunto), andranno diritti a sbattere, ancor più in un periodo dove bisognerebbe capire, pur nella disperazione del momento, che il cliente è sacro.

Detto questo, l’esito delle nostre recensioni segna comunque una soddisfazione generale da parte dei nostri collaboratori, come a dire: in Italia si mangia bene, sempre meglio. E questo anche grazie a una generazione di nuovi, giovani chef, che stanno mostrando una capacità di studio e applicazione, ma anche di apprendimento grazie al fenomeno della Colleganza, che è forse la novità che abbiamo registrato con maggiore gradimento. Cercateli fra le varie regioni e province italiane: sono tanti e magari proprio dietro a casa vostra. Cercateli e premiateli con la vostra presenza, sperando che non diventino mai presuntosi come certi loro colleghi, che talvolta danno l’idea di aver perso la strada maestra: la soddisfazione del cliente.

Paolo Massobrio

PAOLO MASSOBRIO, nato a Milano nel 1961, si occupa da oltre 30 anni, come giornalista, di economia agricola ed enogastronomia. Collabora ai quotidiani La Stampa, Avvenire e a vari periodici. È direttore responsabile del portale www.ilgolosario.it e della rivista Papillon, nonché autore della guida best seller Il Golosario. 

Tra le altre pubblicazioni edite da Comunica: l’Ascolto del vino, Adesso 365 giorni da vivere con gusto, Amati! volersi bene attraverso il cibo, e il Gatti Massobrio, taccuino dei ristoranti d’Italia.

E’ direttore della collana “I Libri del Golosario” per Cairo editore.

È fondatore e presidente nazionale del Club di Papillon, collabora a radio e tv ed è giudice nella trasmissione La Prova del Cuoco su Rai 1. Tra i numerosi riconoscimenti, il premio Saint Vincent di giornalismo e la nomina nel Comitato delle Firme di Expo 2015. Ha collaborato al Magazine del Padiglione Italia di Expo 2015. Ogni anno in Golosaria celebra con il collega Marco Gatti il premio Top Hundred, dedicato ai 100 migliori vini d’Italia.

 

Marco Gatti

MARCO GATTI classe 1962, milanese, coniugato e padre di una figlia, è giornalista, critico enogastronomico e sommelier, e si occupa di enogastronomia ed economia agricola dalla metà degli anni Ottanta.

Ha curato rubriche sui quotidiani QN - Il Giorno - La Nazione - Il Resto del Carlino e Libero, e scrive sui mensili Class e Gentleman. Tra le esperienze più significative, è stato direttore de Il Sommelier italiano, rivista ufficiale dell’Associazione Italiana Sommelier, ed è stato per sei anni responsabile della Lombardia della Guida ai ristoranti d’Italia de L'espresso.

Oggi è coautore del Gatti Massobrio, il taccuino ai ristoranti d'Italia.