Il signore degli Abissi

narrativa

Paolo Massobrio

Il signore degli Abissi

Piero Lugano e la cantina Bisson in fondo al mare (300 pagine)
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La vigna e il mare. Sono i due poli che guidano la vita di Piero Lugano, viticolture ligure, famoso per il suo vino Abissi, spumante metodo classico affinato a 60 metri in fondo al mare. In questa preziosa monografia il vignaiolo si racconta fra aneddoti e immagini, storie di famiglia e di un'Italia che rinasce dopo la ferita della guerra. Dai primi anni di questo geniale uomo del vino, al matrimonio con Wally Bisson, con cui apre, nel 1978, l'Enoteca Bisson. Fino alla genesi del vino Abissi, con cui Piero Lugano si fa conoscere in tutto il mondo.

Dopo gli interventi degli amici e conoscenti che hanno reso possibile e supportato questa avventura, il libro raccoglie le schede di degustazione di tutti i vini della cantina, per concludersi con una lunga intervista di Paolo Massobrio al protagonista del libro, che raccoglie confidenze e riflessioni che tratteggiano a tutto tondo la figura di un uomo sensibile e inventivo, dai forti valori umani.

Volume in doppia lingua (italiano e inglese)

IL "MUSAICO" DI UNA VITA
di Paolo Massobrio

Piero Lugano l’ha presa alla larga prima di chiedermi la disponibilità a stendere le pagine di questo libro. Mi ha fatto cercare da un collega, per sondare la possibilità di un’eventualità del genere, con discrezione, come è solito fare lui. Di tutti i produttori di vino che conosco in 35 anni di “immersione” nel mondo del vino, non era mai capitato di fare un lavoro del genere. Ma ho subito accettato, a una condizione: che ci si vedesse in mezzo al mare, durante quelle operazioni di immersione delle gabbie contenenti le sue bottiglie di Abissi. L’appuntamento fu davanti a punta Manara di Sestri Levante, alla Capitaneria del Porto e con me c’era Alessandro Ricci, che ha condiviso tutte le fasi di incontro e di stesura del libro, oltre ad aver fotografato l’immersione delle bottiglie a 60 metri in fondo al mare. Era una giornata di sole di metà ottobre e la luce si rifletteva su quelle bottiglie che scendevano lentamente.

In particolare su quelle del rosé, che poi abbiamo scelto per la copertina, proprio per la bellezza dei colori. In barca c’era anche una troupe televisiva francese per la produzione di un documentario scientifico che riprendeva le varie fasi di immersione, che avrebbero comportato un paio di giornate. Ma quello che più mi convinse di quel pomeriggio fu il volto di Piero. Era felice, anche se di pochissime parole. Una felicità diversa dalle altre volte quando invece l’ho incontrato nella nuova, clamorosa cantina in località Pestella di Sestri Levante. Quel pomeriggio c’era il mare, che era la sua vita e che fin da bambino lo ha determinato come un richiamo antico e misterioso, più forte della terra. Nel 2010 fui invitato a battezzare la prima degustazione ufficiale di questo spumante soprannominato Abissi, che si tenne alla trattoria La Brinca di Ne. E Piero aveva conservato quel ricordo tanto da voler confessare a me i dettagli di una vita che immediatamente m’è parsa un’avventura.

Quando iniziò a calare il sole di quel primo giorno, eravamo intorno a un tavolo di legno del suo agriturismo generoso di spazi, per iniziare ad abbozzare il progetto, che avrebbe previsto diversi incontri. Il primo di questi, con due ore di racconto fino alla soglia del suo matrimonio con Wally Bisson, mi lasciò senza parole: in auto spensi il telefono e nelle ore di viaggio ripensai ai fatti e ai dettagli che avevo raccolto, impressionato dalle circostanze che dipanano una vita, fatta di amori, di rapporti veri fra persone lontanissime, come quelle incontrate in Sardegna durante la sua permanenza come insegnante. E poi di intuizioni che nascono da uno spirito ambizioso e sognatore (nel senso letterale), dominato sempre da una grande umiltà e mai completamente sazio. Com’è fatto un italiano, continuavo a chiedermi nel silenzio: è un insieme di genio, determinazione, amicizia, e poi di gratitudine, a cominciare dalla sua famiglia.

E man mano che la storia di Piero si dipanava anche negli incontri successivi, il Musaico, nome di un vino rosso che ha cambiato i connotati del suo essere vinnaiolo, si arricchiva di luci, dove anche le ombre riflettevano la scintilla del desiderio. Le ombre sono i lutti, come la dipartita della moglie Wally, quarantenne, oppure i dinieghi che ricevette nell’evoluzione del suo progetto, che poi, sempre, sono diventati delle approvazioni. C’è caparbietà nel Dna di un italiano, allora, ma c’è anche quell’aspetto indicibile che attraversa l’intera storia dell’umanità e si chiama Provvidenza. Che è un nome famigliare a chi ha il dono della fede e che per altri si può sbrigativamente definire fortuna. Ma “Aiutati che Dio ti aiuta”, nella vita di Piero, è stato un qualcosa che quasi viene documentato passo dopo passo. Detto questo, un altro aspetto decisivo di questa storia è il valore altissimo dell’amicizia, che in tanti casi si è giocata dentro l’Associazione Italiana Sommelier, come documentano i contributi, che immediatamente abbiamo ricevuto, dei suoi amici più stretti.

In mezzo ai nostri incontri, di cui l’ultimo riguarda una lunga intervista pubblicata in fondo al libro, il momento magico, per me e Alessandro, è stata la degustazione di tutti i suoi vini: una ventina. Vini dal profumo intenso e dal sapore franco, creati da un autodidatta che ha avuto come faro il desiderio di imparare per affermare l’originalità della vitivinicoltura ligure. Una realtà che oggi non sarebbe la stessa senza il lavoro di Piero Lugano, che ha dato dignità alla bianchetta e al ciliegiolo, ma anche a un vitigno tanto raro quanto grande nella sua espressività come il çimixà che arrivava dall’Oriente, ai tempi delle Crociate. Non c’è null’altro come il vino che è capace di raccontare la storia degli uomini, ho pensato quasi piangendo, mentre assaggiavo a casa, da solo, quella bottiglia smezzata che avevamo analizzato nel mio ufficio. Ora, alla fine di questo lavoro, io credo di aver messo nero su bianco la sceneggiatura di un film, fatta di colpi di scena, di capacità di osare come se non ci fosse limite, di amore. Lasciatemela scrivere questa parola, protagonista della storia: amore di figlio, di marito, di padre, di amico, di artigiano che modella una materia capace di restituire quella felicità agli uomini che si chiama vino.

Paolo Massobrio

PAOLO MASSOBRIO, nato a Milano nel 1961,  si occupa da circa 30, come giornalista, di economia agricola ed enogastronomia. Collabora ai quotidiani La Stampa, Avvenire e a vari periodici. È direttore responsabile del portale www.ilgolosario.it e della rivista Papillon, nonché autore della guida best seller Il Golosario. 

Tra le altre pubblicazioni edite da Comunica: l’Ascolto del vino, Adesso 365 giorni da vivere con gusto, Amati! volersi bene attraverso il cibo, e il Gatti Massobrio, taccuino dei ristoranti d’Italia.

E’ direttore della collana “I Libri del Golosario” per Cairo editore.

È fondatore e presidente nazionale del Club di Papillon, collabora a radio e tv ed è giudice nella trasmissione La Prova del Cuoco su Rai 1. Tra i numerosi riconoscimenti, il premio Saint Vincent di giornalismo e la nomina nel Comitato delle Firme di Expo 2015. Ha collaborato al Magazine del Padiglione Italia di Expo 2015. Ogni anno in Golosaria celebra con il collega Marco Gatti il premio Top Hundred, dedicato ai 100 migliori vini d’Italia.