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È il periodico di sopravvivenza gastronomica diretto da Paolo Massobrio con la collaborazione di Marco Gatti e diversi collaboratori. Papillon, fondato nel 1991, è sempre più legato ai temi dell'attualità con inchieste e opinioni autorevoli, ma conserva l'aggiornamento costante alle guide conosciute dal grande pubblico firmate da Paolo Massobrio.

Il numero 72 è uno speciale tutto dedicato al vino. Sono 670 le cantine citate, per oltre 3.000 vini, selezionati secondo la casualità degli assaggi compiuti in un intero anno. Una vera e propria guida, raccontata per scoprire un mondo, talvolta sommerso, di produttori di altissima qualità e spesso piccoli, che vengono messi al centro offrendo loro non soltanto una vetrina, ma un vero e proprio percorso per incontrare il grande pubblico e trasmettere quella “gioia del vino” fatta di volti, famiglie, uomini, donne e territori impegnati in progetti di valorizzazione, riscoperta e sostenibilità.

Gli ordini successivi al 17 dicembre saranno spediti a gennaio 2020

Un numero speciale con tante cantine speciali. I nostri assaggi memorabili

di Paolo Massobrio e Marco Gatti

L’idea di creare il numero di Papillon di fine anno come una guida speciale, interamente dedicata ai vini, ci è venuta quella sera di luglio, quando l’ultima sessione di assaggio dei Top Hundred ci ha posto una riflessione: ma riusciremo mai a trasmettere tutta la gioia, il gusto, il valore che abbiamo ritrovato in questi bicchieri ai nostri lettori? Che sono tanti, se pensiamo che la pagina facebook IlGolosario Vini ha superato le 5.000 unità, senza far nulla, solo attraverso il passaparola; poi ci sono i lettori del Golosario e de ilgolosario.it e quelli che ci hanno seguito quest’anno sul libro Vino Assaggi memorabili di quel giorno e di quell’ora.

E gli appassionati che vengono a Golosaria (sia al castello di Uviglie nel Monferrato sia a Milano in autunno)? Un mondo che si fida o almeno accetta un confronto coi nostri assaggi che Paolo ha il privilegio, una volta la settimana, di recensire sulla Stampa.  Tuttavia, mentre eravamo già in fase di lettura di bozze, una notizia ci ha raggiunti lasciandoci alquanto attoniti: la Michelin ha acquistato il 100% della guida di Robert Parker, The Wine Advocate. Per carità, nulla di nuovo, ma la sensazione che i francesi abbiano come scopo l’affermazione della loro Grandeur sia sulla ristorazione e quindi sui vini non ce la toglie nessuno.

E una domanda maliziosa ci è sorta: «Ma Peppino Cantarelli avrebbe preso lo stesso la stella nel suo retrobottega di Samboseto di Busseto, se non avesse servito Champagne?». Il vino è un grande business e la ristorazione ne è il veicolo. Ora la Michelin detta i punteggi e quindi condizionerà sempre di più gli acquisti. E noi che si fa? In Italia si sta a guardare, magari si critica, però tutti sono a riempirsi la bocca del ristorante “stellato”. Se poi un ristorante che magari ha fatto la storia della nostra cucina perde la stella, come succede ogni anno, sistematicamente, in giro senti le peggiori cose sul conto di quella cucina dove in realtà nulla è cambiato. È la parabola del potere, che tuttavia non va sempre a braccetto con la verità delle cose. 

Detto questo, noi abbiamo voluto rendere omaggio alle centinaia di cantine che ci hanno fatto amare l’Italia. In molti casi sono dei piccoli, sconosciuti, talvolta anche sgarbati produttori di vino di cui non ha mai parlato nessuno. Quando vengono approcciati da un giornalista, da una guida, sono diffidenti, perché di solito certe “firme” vanno a braccetto con le cantine importanti e potenti (leggete cosa si recensisce oggi in Italia) e quindi loro sentono di non rientrare nel mondo della comunicazione, quella con la C maiuscola. 

E invece noi li mettiamo al centro, talvolta anche offrendo un percorso per incontrare il grande pubblico, come accade a Golosaria, perché il nostro desiderio è quello che abbiamo denunciato all’inizio: trasmettere questa gioia.  La gioia del vino, che ha assunto una consapevolezza maggiore, da parte dei produttori, oggi tutti impegnati in progetti di sostenibilità. Leggete allora fra le righe quali valori sta portando il vino italiano e unitevi a noi nel far conoscere un mondo vero, che è fatto di volti, famiglie, uomini e donne, paesi e colline. L’Italia. 

P.s.: In questo Papillon vengono citate 670 cantine e almeno 3.000 vini, scelti secondo la casualità dell’assaggio di un intero anno. Le cantine che appaiono con la foto riguardano i vini che quest’anno hanno ricevuto il riconoscimento dei Top Hundred e dei Fuori di Top, così come le cantine Memorabili premiate sul palco di Golosaria domenica 27 ottobre appaiono con un simbolo e una foto. Buona lettura a tutti!